venerdì, 20 giugno 2008 » 14:03

voglio
solo
dormirti
addosso
.


by elide00 | | commenti (1)

giovedì, 17 aprile 2008 » 21:19

vedo sorrisi a tutto tondo di denti non proprio bianchi ma appena ingialliti da nicotina che serve da input per riuscire ad accumulare crediti universitari come fossero punti GS. e corpi che si muovono su un quadrato di verde. e occhi che corrono da una parte all'altra senza rendersene conto. e braccia che si muovono disarticolatamente ed indicano dove andare. e mani che all'unisono avvicinano tazzine bianco latte ripiene di caffè a labbra di colore e spessore diversi tra loro. e sigarette che prendono vita e muoiono in appena dieci minuti. e vedo il semplice ovunque. e lo vedo bello. fatto di bambini maggiorenni che bastano a se stessi. senza la noia nichilista di chi la mattina affoga nel proprio guardaroba per uscirne il più particolare possibile senza sentirsi mai appagato. e cammina altezzoso incrociando i piedi e canticchiando mentre lascia incollato sulle labbra il filtro giallo della decima sigaretta della giornata. e vedo il semplice ovunque. e lo vedo bello. come le palline di gelato francese di Berthillon che poggiano  sul cono in accordi cromatici perfetti. 



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giovedì, 10 aprile 2008 » 00:34

La personalità di Alice è un cerbero a tre teste dominate rispettivamente da pulsioni sessuali sentimentali ed intellettuali.

La prima testa si muove guidata da occhi scuri ben rifiniti da linee sottili di matita marrone e da zigomi ricoperti di fard Chanel tonalità numero 04.
Testa fissata su collo lungo che si muove sinuosamente verso una personalità sessualmente ambigua e rinchiusa in un corpo rettangolare. 
Sorride.
Fissa i suoi occhi su quelli altrui.
E lentamente torna al suo posto in attesa di essere seguita.
Testa troppo convinta di possibilità che non sempre le vengono concesse ma che è sempre convinta di meritarsi quasi l'attenzione degli altri le fosse dovuta come dono divino.

La seconda testa è guidata da mani che tengono nervosamente tra il secondo ed il terzo dito sigarette francesi e da occhiali in stile retrò in vera plastica.
Testa fissata su collo alto 15 cm che si muove lentamente verso una personalità che già conosce e teme.
Abbassa lo sguardo.
Sente le tempie battere e il sangue gocciolare giù fino agli zigomi e poi alle mani e poi ancora giù fino ai piedi.
Si ritrae si allunga al massimo si ritrae lentamente si blocca all'improvviso e subito si allunga di nuovo poi di colpa all'indietro e poi di nuovo avanti lentamente lentamente lentamente

lentamente

lentamente.

La terza testa è guidata da vestiti molto corti e colorati e capelli a caschetto perfettamente piastrati tutti alla stessa lunghezza e perfettamente tinti tutti allo stesso colore.
Testa fissata su collo corto che le impedisce di arrivare dove vuole.
La ritroveremo a terra in un lago di sangue e vedremo zampillare sangue dal collo tagliato che lascia intravedere vene ed arterie.Poi vedremo solo sangue.Poi più nulla.

La personalità di Alice è un cerbero a     teste dominate rispettivamente da pulsioni sessuali sentimentali ed              .

 

  



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domenica, 27 gennaio 2008 » 23:26

ho osservato attentamente il tavolo in legno scuro che era nella nostra vecchia sala da pranzo. c'è una me stessa di sette anni seduta sulla panca più corta tutta intenta a scartare i regali di natale tra carte lucide rosse e coccarde dorate. ci sono Fabio e Riccardo seduti uno accanto all'altro sulla panca più lunga con le posate poggiate sui piatti bianchi di porcellana troppo presi dalla conversazione con mio padre riguardo ai differenti modi di fabbricare bottiglie incendiarie per poter anche solo masticare. c'è Diana seduta a capotavola con gli occhi fissi sull'Abbagnano fatto di una copertina azzurra e celeste e pagine di carta riciclata e una confezione di due etti di bresaola tagliata leggermente spessa che le coprono le prime righe del paragrafo, lei mangia con le mani e tenta di ripetermi qualcosa sul mito della caverna. ci sono tre piatti di plastica disposti sullo stesso lato del tavolo, poggiati lì insieme a tre bicchieri tre forchette tre coltelli ed io Giulia e Cristiana mangiamo gomito a gomito a gomito. c'è soltanto un rettangolo lungo di gommapiuma che ricopre la panca e Claudio seduto accanto a me che parla e parla e mi racconta storie che non mi stanco mai di ascoltare. Elio è seduto sul lato più corto nonostante sia alto quasi due metri ma tiene le ginocchia tutte rannicchiate ed Emma gli si infila sotto il braccio per recuperare le briciole di torta rimaste sul tavolo e la mia mamma sorride. avete poggiato tutti i gomiti su di un tavolo che mi appartiene tuttora ma che oramai ha perso il suo vero motivo di essere. ricoperto da tovaglie bianche destinate ad essere sporcate sempre dalle due stesse persone. ha perso la sua casa di nascita ma ci porta tutti dentro incastrati tra venature di legno grezzo.

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domenica, 06 gennaio 2008 » 22:08

I profumi rimangono incollati alle pareti del cervello [ quasi fosse sticker art ].
Fragranza si lascia dietro la scia e rimane aggrappata alla pelle tra la spalla e l'orecchio nello spazio adatto per infilarci la testa e poggiare il naso dietro il lobo. si incolla alle lenzuola stropicciate ed ai vestiti altrui e persino alle pareti di una stanza. cammina tra le maglie di una sciarpa regalata come ricordo e si siede su uno zaino su cui rimane per almeno un anno intero senza muovere neppure un dito.
Odore è più sobrio e meno egocentrico. rimane immobile su tutti e cinque i sedili di una macchina contemporaneamente. e non chiede altro. se non lasciare ke i passeggeri lo riconoscano anche a distanza di anni. si infiltra tra le pieghe degli abiti della signorina seduta sul sedile anteriore e si lascia trascinare fino al quarto piano dopo essersi strofinato sulle pareti dell'ascensore e sulla porta d'ingresso in legno scuro.
Nicotina è ovunque. tra i capelli arruffati di prima mattina e sulle federe e sulla punta della lingua e sui denti. scivola tra le pieghe del palmo della mano destra e rimane lì per ore solo per il gusto di essere annusata sovrappensiero. si incrosta alle maglie di una sciarpa bianca e le cambia i connotati. è ovunque. incollata alla testa annebbia i pensieri e garantisce i ricordi.

Dedicated to Cri.



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martedì, 25 dicembre 2007 » 23:58

Titolo : Il tonno prima

sentimenti repressi   =   scatoletta di tonno consumata a metà
ho versato tutto il contenuto della scatoletta in un piatto piano bianco e molto largo e l'ho schiacciato con il dorso della forchetta in modo tale da ottenere quella poltiglia di tonno che a me piace tanto. non ho aggiunto nessun altro ingrediente. semplice tonno al naturale. e mi ci è voluto quasi un intero anno per riuscire a svuotare la metà destra del piatto. quasi un intero anno con le dovute pause di qualche settimana o addirittura di un intero mese per poter bere qualcosa o semplicemente riposarmi tra una forchettata e l'altra. mi sono fermata ad osservare il mio piatto semipieno/semivuoto. dall'alto. ho preso la scatoletta di tonno in lamiera aperta con l'apriscatole tutto intorno intorno al perimetro tondo del coperchio e ho cominciato a riempirla nuovamente di tonno. quello avanzato. e ho fatto in modo di comprimere il tutto con la forchetta e di spingerlo in quella parte di scatola in cui la lamiera rimaneva meno sollevata. ho compattato tutto. attentamente. ed ho represso il tonno.
 



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sabato, 08 dicembre 2007 » 19:43

sulla porta a vetri satinati della camera mortuaria c'è appeso un foglio bianco di formato A4 e disposto in orizzontale con suscritto orario di apertura 8.00 - 17.30 il che significa che se si è sfortunati e si muore dopo le 18 il corpo finisce chissà dove mentre se si è fortunati come in questo in caso si finisce su di una sorta di ripiano laccato bianco e molto lucido e poggiato su un pavimento marrone fatto da rettangoli di circa 10 centimetri per lato con tanto di luci al neon sparate sul corpo fermo
l'uomo delle pompe funebri lo chiama salma invece è vestito di nero e fuma Marlboro light e porta un anello d'argento al dito medio della mano sinistra e veste corpi inermi e freddi li porta in giro per corridoi stretti poggiati su barelle bianche gli racconta qualche storia e si confida con loro poi parla di casse di legno lucido o meno e di fiori mentre i parenti della salma gli piangono attorno mentre fumano sigarette e bevono J&B
allora l'uomo delle pompe funebri si infila nell'ascensore con la barella e la sua ultima salma che di colpo apre gli occhi e gli confida "le donne che si mettono in mezzo alle relazioni altrui sono puttane"
si vedono solo ombre attraverso le porte satinate della camera mortuaria viene data a tutti la possibilità di piangere sulla salma fino alle 17e30
l'uomo delle pompe funebri dice non portate i vostri bambini all'obitorio.


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martedì, 27 novembre 2007 » 21:04

[ ho ] due case  due letti uno molto basso e molto giapponese e alla francese l'altro ad una sola piazza che mi va anche un po stretta  due diversi spazzolini da denti uno poggiato in un bicchiere d'Ikea in un armadietto con una sorta di vetro satinato e contorno bluette ed uno in una tazza di porcellana bianca e gialla poggiata sul lavandino  ho due armadi uno che occupa un'intera parete l'altro largo al massimo un metro  due computer portatili e due connessioni Internet ma con gestori diversi  due deodoranti stick uno Dove tutto bianco ed uno Infasil celeste elettrico trasparente  due personalità ma queste non ho voglio di descriverle  due griglie per cuocere il filetto una tonda e l'altra quadrata  due librerie una piccola e piena di titoli che non mi appartengono l'altra invece con uno scaffale che è solo mio  due phon uno rosso e da viaggio l'altro invece più professionale per chi non si accontenta  due paia di occhiali di vista nel caso in cui dovessi dimenticarmene viaggiando da una casa all'altra evitando così di dovermi sedere in prima fila alle lezioni nell'aula XXII  due mani e due piedi e due occhi e due tette  due anelli sulla mano sinistra  due.
io sono soltanto una però.

 



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sabato, 10 novembre 2007 » 14:12

mi piace il rumore dei piattini da bar quando vengono tirati fuori dalla cesta tonda della lavastoviglie ed impilati a seconda se si tratti di una dimensione-cappuccino o di una dimensione-caffè tinc tinc [caffè decaffeinato] tinc tinc tinc tonc [dimensione-cappuccino chiaro] tinc tinc tinc [caffè al vetro] tonc tinc tinc tonc tonc tonc [orzo in tazza grande] tinc tinc tinc tonc tonc tonc tanc [latte macchiato]
sottofondo musicale da pensieri sconnessi e mattutini di mezzoggiorno


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lunedì, 22 ottobre 2007 » 12:13

stamattina ho visto un uomo cieco con i capelli biondo-rossicci non trovare la strada giusta nel corridoio della metro pavimentato tutto allo stesso modo con linoleum nero a cerchietti leggermente in rilievo senza però la minima traccia di una striscia gialla che gli indicasse la retta via allora ho visto una trentenne grassa e con i capelli ricci lunghi prenderlo sotto braccio ed accompagnarlo fino alla banchina e poi l'ho visto sorridere in modo timido e ringraziare. le barriere architettoniche sono mostri metropolitani che meritano solo un abbattimento brutale e violento ma questa è la fine che spetta alle barriere in generale anche a quelle sentimentali ed emozionali almeno credo. il muro di Berlino ha tranciato una città e tagliato a fette case ridotte da 140 a 70 metri quadri penso sia riuscito addirittura a tagliare qualche abitante in due e poi è stato abbattuto a picconate. pare non meritasse altro. ci sono muri che attraversano uomini e donne e li costringono a cadere nel caos e nell'indecisione totale dicono si tratti di soggetti non in grado di muovere le mani contemporaneamente dato che ognuna di esse fa capo a metà settore cerebrale distinto dall'altro e pare che questi due pezzi di cervello non possa proprio rimanere separati. i medici dicono sia vagamente più fortunata la parte sinistra ma solo perchè dotata di un muscolo custodito nel torace il cuore. assurdamente bigami dicono gli psicologi. fottutamente indecisi proprio perchè divisi a metà e costretti quindi a vivere due vite separate senza mai sapere quale scegliere. ci sono muri che chiudono uomini e donne e stanno lì davanti fissi senza dare la possibilità di vedere quello che c'è oltre e allora questi aspettano aspettano aspettano apettano aspettano nella speranza che qualcuno si metta davanti al muro al lato opposto al loro e cominci a smontarlo a picconate ripetono mi vergogno aspetto e io non la vedo così ottimista la situazione.
il Signor Destino mi ha rivelato che gli eventi casuali sono soltanto occasioni che ci pianta vicino. dice che ognuno può scegliere cosa farne se sfruttarle o meno. dice di essere un democratico lui. dice che ci sono casi particolari in cui però qualcuno le sfrutta solo al 30 o al 40%. dice che lui non ha alcun potere in questi casi. dice che anche lui lo trova ridicolo e annuisce sorridendo. dice che la colpa è della. dice che il Signor Destino è solo una mia invenzione. ed io gli chiedo se sei soltanto una mia invenzione perchè tutti continuano a dirmi guarda che caso?



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